Mercoledì 08 Luglio 2009 14:44
 Battaglia d'Inghilterra - S.E.O.W. XIV missione - dai Diari del Sgt. Cipson
7 Settembre 1940.
Cielo dell'Inghilterra meridionale.
Sono le 03.30 pomeridiane.
Il sole , poco oltre lo zenith è abbagliante; non c'è una nuvola, l'occhio si perde nell'infinito.
La giornata è splendida ma, se sei nei guai, non hai un posto per nasconderti.
Ci troviamo sopra il faro delle meravigliose Beachy Head Cliffs, nell EastDean, poco a sud ovest del Kent.
Sul promontorio, una stazione Radar inglese è finita nel mirino dei nostri pianificatori tattici.
Avevo un conto in sospeso con i Tommies proprio in questa zona.
Nell'ultima missione, uno Spit inglese mi piombò addosso non visto, dall'alto, sparandomi addosso tutto quello che aveva.
Il mio abitacolo si riempì di buchi, e ci mancò un soffio che non ci lasciassi la pelle.
Fortuna che i calibri 0,303 inch degli inglesi non sono sempre mortali come i nostri 20 millimetri.
Comunque, ci eravamo fatti sorprendere, ma questa volta non si ripeterà .
Andremo sopra di loro, dovessimo metterci un razzo nel c...

Arriviamo, con Robby, verso i 7000 metri di quota, cercando di non lasciare scie di condensazione e dosando con cura il carburante,sempre, penosamente scarso.
La presenza di Robby mi da sicurezza.
So di poter contare sulla sua visione sempre attenta della situazione e sulle indiscusse capacità di cacciatore.
I nostri bombardieri sono in arrivo da sud est, un migliaio di metri più in basso, accompagnati dalla relativa scorta caccia.
Come si avvicinano all'obiettivo, si accende la festa.
Il cielo a nord, un minuto primo sgombro fino all'infinito, si sporca di punti neri.
Avverto Robby: "Due sezioni.. no.. tre sezioni di quattro velivoli in arrivo da nord.
Leggermente più bassi di noi.
Di sicuro la caccia nemica".
"Visti", risponde.
Sono gli inglesi davvero.
Li fronteggiamo, ma salendo di quota il più possibile, dobbiamo tenere il vantaggio a tutti i costi.
Spremiamo i Dalmier Benz.
Le punte delle ali mordono l'aria rarefatta rilasciando fili di cotone bianco.
Al diavolo le scie di condensazione! Ormai ci hanno visti.
Che ci vengano a prendere, questa volta siamo pronti.
Un bombardiere tedesco, si trascina verso casa con i motori che fumano.
Gli inglesi gli sono addosso come mosche sul miele.
I mitraglieri di bordo rispondono al fuoco come possono, rintuzzando gli attacchi.
Manovriamo per cercare di intervenire ma da nord arrivano altri velivoli; sono quasi alla nostra quota; se ci raggiungono siamo spacciati.
Il bombardiere, zoppicando, ci passa sotto.
Gli inseguitori mollano l'osso; forse hanno visto le nostre strisce di condensazione più alte di loro e temono i nostri attacchi verticali.
I Tommies ci notano di sicuro; le varie sezioni convergono su di noi.
Arrivano anche i Me-109 del 167°.
Resto un pò perplesso dalla loro azione.
Sono più bassi di noi e tuttavia attaccano sprezzanti gli avversari, che sono, tra l'altro, in superiorità numerica.
Si crea una furball, poco attorno ai 6500 metri di quota.
Non mi piace; se manovri con tutti quegli Spit intorno, hai poche speranze di portare a casa la pelle.
Saliamo ancora e viriamo, per osservare meglio ed avere tutta la situazione sotto controllo.
Troppi avversari; d'accordo con Robby ci ritiriamo verso il mare aperto, sempre mantenendo la quota.
Un paio di sezioni ci inseguono. Si avvicinano ma fanno l'errore di restare più bassi, anche se di poco.
Da inseguitori diventano bersagli.
Robby ed io non aspettavamo altro, cominciamo la danza.
Puntiamo ai velivoli con quota maggiore, quanto meno dovranno manovrare e, di conseguenza, scendere.
Uno Spit mi vede arrivare, si butta in virata stretta a desta, appeso sulla punta dell'ala, gira quasi su se stesso.
Non provo nemmeno ad inseguirlo, cabro e riprendo quota, giusto in tempo per assistere ad uno degli attacchi di Robby.
L'"experten" scende su un'altra vittima designata che si dibatte come un pollo nel cortile. I traccianti passano vicino; l'aereo nemico esegue una mezza rovesciata e scende di quota.
Robby riprende la sua posizione in quota, pronto per un nuovo attacco.
Le azioni si ripetono con lo stesso schema.
Non è facile prendere uno Spit in virata stretta al primo passaggio però, prima o poi, con questo sistema, qualcuno rimane nella giusta posizione sul collimatore.
In ogni caso, dominiamo!
Gli Spitfire, per evitarci sono costretti a virare e perdere quota; prima che risalgano, noi siamo in grado di respingere ogni attacco.
Padroni del cielo!
Spostiamo il gioco ancora più sul mare.
Solo tre Spit ci seguono, ostinati.
Al solito, ci facciamo inseguire e, come sono a portata, li attacchiamo.
Scendo sullo Spit più a destra.
Sono attenti, gli inglesi, e cominciano a manovrare.
Come prima, lo Spit mi passa sul muso, in virata stretta.
Stavolta sono più preciso; tiro con più anticipo.
Lo Spit passa in mezzo ai miei colpi, senza conseguenze o, almeno, senza danni evidenti.
Proseguo dritto, recuperando quota.
Robby attacca a sua volta.
Potremmo continuare questo duello all'infinito, ma la spia rossa del Bingo fuel richiede la nostra attenzione.
Per fortuna, anche gli inglesi hanno gli stessi problemi e abbandonano la partita.
Rientrano quasi indenni, forse feriti almeno nell'orgoglio, per essersi fatti giocare da due soli avversari.
Pur non potendo reclamare abbattimenti, la cosa più interessante di questo combattimento è stata, comunque, la padronanza nel gestire la Situazione, che non ci ha mai visto in affanno, anche contro avversari in superiorità numerica.
Tattiche da scuola di Guerra, senza sbavature, eccellente!
Il premio è comunque arrivato...
Durante l'avvicinamento al nostro aeroporto, noto vicino a Robby un altro veicolo, impegnato in quello che sembrava un normale circuito d'atterraggio.
Lo segnalo a Robby che lo marca, senza proccuparsi, ritenendolo anche lui uno dei Me-109 del 167° in rientro.
Scendiamo lungo il sentiero di atterraggio, con un occhio preoccupato alla spia del carburante, che ormai segna la riserva da parecchi minuti, quando odo in radio la voce concitata di Robby:
"Porc.. ma è un Hurricane".
Presi alla sprovvista, non ci facciamo comunque sorprendere.Su i flaps, piena manetta, con una preghiera al santo dei carburanti, picchiamo aumentando la velocità .
La caccia è cominciata!
"Ma che ci faceva un Hurricane sulla nostra base?", mi chiedo intanto.
"Forse si è perduto.." azzarda Robby.
"Faceva la posta ai velivoli in atterraggio, il maledetto", penso io più diffidente.
"Prendilo, Robby, Tiralo giù", urlo in radio, mentre manovro per allinearmi al nuovo bersaglio.
Non serve incitare Robby.
L'"experten", in due occasioni successive, piazza parecchi colpi sull'aereo inglese, che comincia a fumare.
Si presenta come su un vassoio d'argento, davanti alla mia prua.
E' in virata sostenuta, entra dalla mia sinistra, è in bank a 90 gradi, rischio di perderlo sotto il muso.
Lo anticipo, picchio e sparo almeno una lunghezza davanti alla sua elica.
Il calcolo è appena sufficiente, i traccianti passano sopra la capottatura del suo motore.
Ma non mancano l'ala.
I mortali FF da 20 millimetri gli segano il longherone alare sinistro.
La mezza ala si ripiega come un foglio di carta, mentre il velivolo inglese si avvita nell'ultima mortale spirale.
Si schianta al suolo, cento metri più in basso.
Il pilota non riesce a lanciarsi.
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"L'ho spezzato...l'ho spezzato!", urlo negli auricolari sfondando i timpani al mio compagno d'ala, il quale, senza scomporsi, con il suo aplomb da aristocrazia Junker, mi dice:"Lo sapevo che lo prendevi..Cipson".
Grande Von Robert!
Mentre le mie ruote toccano la pista fischiando, non riesco ancora a credere agli eventi.
14 missioni. 5 Vittorie!
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Nell'aviazione alleata sarei considerato un asso....
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Comunque la vittoria va divisa al 50 % con Robby.
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Unica nota negativa per Lui è che, al Gran Cafè di Berck, dove in queste sere festeggeremo con gli altri ragazzi, gli toccherà pagare mezzo conto.
E questa volta, le ragazze saranno ancora più belle...
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Cipson









