Scatti dal fronte ...

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" Gli uomini possono diventare grandi piloti, non nascono mai tali... Possono avere una buona vista, mani sensibili e una perfetta coordinazione ma alla fine ciò che importa veramente è aver un buon maestro, fare molta pratica e soprattutto esperienza. "

James Edgar "Johnnie" Johnson, Pilota RAF, 38 Vittorie


Mediterraneo Meridionale

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I Diari del Sesto

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Osservo dal cockpit il cielo circostante alla ricerca di un contatto. L'orizzonte è tinto di rosa e qualche nube si staglia netta nel blu.

Alle mie ore 6 le coste della sicilia meridionale e, lontane , oltre l'orizzonte, non visibili quelle dell' Africa nord orientale.

Gli occhi mi bruciano leggermente e l'unico rumore che si sovrappone a quello monotono e rassicurante del mio DB 605 è il respiro lento, forse un po' annoiato, di Cipson.

Do una occhiata agli strumenti, correggo leggermente l'assetto del mio BF e continuo a fare quota. Le mani abbandonate, una sulla cloche e l'altra sulla manetta.

Non c'è tensione.

Gli orrori della guerra sono lontani, quassù tutto è pace. Galleggiamo in questo mare quieto e impalpabile che sappiamo capace di trasformarsi in pochi istanti in un fiume di lava incandescente pronto a ghermirti e trascinarti nell'oblio.

L'ultimo pensiero ha il sapore di una premonizione.

All'improvviso la voce di Cipson mi fa sussultare – Grey, contatti in formazione, HDG 200. Sembrano tre bomber scortati da un caccia poco più alto-

-Visual-. Li vedo, sono quattro puntini lontani, troppo alti e troppo veloci per ingaggiare in tempi brevi.

Come due lupi in caccia che fiutano l'usta iniziamo a seguirli. Si dirgono verso gli aeroporti tunisini. Probabilmente nemici che stanno rientrando dopo aver sganciato il loro carico di morte su qualche obiettivo in territorio italiano.

Dalla loro posizione sono già in vista delle costa amica e questo li rende sicuri e meno attenti.

Tre B17 scortati da un Seafire sono davvero un osso duro. I bomber volano bene, formazione stretta, non sono novellini. Così ravvicinati sono in grado di creare un muro di fuoco a cui è difficile sopravvivere.

Siamo consapevoli della loro forza e la tensione inizia a crescere. Le mani stringono saldamente i comandi e i sensi si fanno più attenti, sento il respiro di Cipson farsi più frequente.

Rimaniamo bassi, distanziati di qualche centinaio di metri, il nostro scopo e quello di rimanere poco visibili aspettando il momento propizio per affondare le nostre zanne di fuoco e acciaio nei loro corpi metallici.

Ora anche noi siamo in vista delle coste africane, i bomber iniziano a rallentare e tra breve dovranno disunirsi per manovrare.

L'occasione che stavamo aspettando si presenta anche troppo presto.

Abbiamo poco tempo, per prima cosa è necessario sbarazzarsi della scorta. Cipson si presta a fare da esca, rapido e sicuro si lancia all'attacco dell'ultimo bomber. Vedo i suoi colpi martellare implacabili il motore interno sinistro del B17.

Ha attaccato dal basso verso l'alto con un angolo di circa 45°, una sola passata per attirare l'attenzione del Seafire, che prontamente si lancia nella sua scia.

Una manovra ardita, sento pesante il senso di responsabilità e gratitudine per la fiducia che il mio compagno nutre nei miei confronti. La sua vita è ora completamente nelle mie mani, non posso fallire. Il Seafire da predatore si deve tramutare in preda.

Affondo con decisione sulla manetta, chiudo i radiatori e spingo con decisione la cloche in avanti. Devo virare per accodarmi al nemico e i G si fanno sentire, un velo grigiastro mi oscura la vista, il mio DB urla tutta la sua rabbia. Ho fortuna, o forse il lungo addestramento sta portando i suoi frutti, quando la vista si schiarisce sono esattamente a ore sei del nemico.

Il Seafire si lascia alle spalle una nube di bossoli e i traccianti rossi accarezzano pericolosamente i piani di coda di Cipson.

E' il mio momento, la collimazione è perfetta, Cipson sprezzante del pericolo non manovra per consentirmi di colpire duro. Premo con decisione sui grilletti e il bagliore delle armi mi ferisce le pupille dilatate. I colpi vanno a segno con una precisione che quasi mi imbarazza, come in una sequenza a rallentatore vedo l'ala destra del nemico staccarsi e roteare animata di vita propria.

Poche battute, ci facciamo i complimenti a vicenda ma abbiamo ancora del “lavoro” da portare a termine.

Cipson non perde tempo, si avventa come una furia sul bomber più vicino. Passaggi devastanti, precisi e letali che non lasciano scampo. I mitraglieri non cessano di rispondere al fuoco ma il pilota manovra e i loro colpi sono imprecisi.

Osservo per un istante il mio compagno danzare attorno al corpo sgraziato del bombardiere americano. C'è poesia in quello che vedo, arabeschi di luce si disegnano nel cielo ma gli attori che mettono in scena questo spettacolo ansimano e sudano, sono assordati dal fragore delle mitraglie e dal rombo dei motori spinti al limite. Corpi dilaniati, lamiere divelte, sangue e odore di morte. Il B17 precipita senza controllo avvolto in un sudario di fumo e fiamme.

Ne restano ancora due.

Ecco la mia preda, è bassa sul mare in virata a sinistra. Sono più alto e più veloce, viro anch'io con l'intenzione di anticiparlo lungo la sua traiettoria e il mio Bf, perfetta macchina da guerra, risponde docile ai comandi. In questo momento non è solamente un concentrato di tecnologia ma un cavallo di razza con i muscoli tesi pronto a scattare al mio comando.

Viro stretto e un leggero baffo di condensa si stacca dalla estremità alari, mi dirigo deciso verso un punto immaginario che da li a poco spero sarà attraversato dal mio bersaglio.

Quando sparo i traccianti sembrano perdersi nel vuoto poi improvvisa compare la sagoma scura del bomber e i metalli si fondono in un amplesso infernale.

Il B17 sfila sotto il muso del mio aereo e mentre elaboro con lo sguardo una nuova traiettoria mi giunge chiara una imprecazione di Cipson.

Ad un migliaio di metri dalla mia posizione una enorme palla di fuoco sboccia nel cielo, frammenti precipitano verso terra lasciandosi alle spalle lunghe scie di fumo nero. Non mi è difficile capire che il secondo bomber e il velivolo del mio compagno sono entrati in collisione. Non odo più il respiro di Cipson che fino a questo momento ha scandito con la sua frequenza i ritmi dell'azione e un grande senso di vuoto mi pervade. Per un istante sono tentato di lasciare il combattimento e fare rotta di rientro poi prevale l'orgoglio personale, il desiderio di concludere vittorioso questo scontro per onorare la memoria del mio valoroso amico, per la gloria del 6° Stormo.

Mentre pensieri e sensazioni mi hanno distratto il B17 ne ha approfittato per allontanarsi in direzione della costa dove sottili si profilano i contorni di una pista di atterraggio.

Si lascia alle spalle una densa scia di fumo nero e oleoso ma le quattro eliche mordono ancora l'aria con rabbia facendogli guadagnare metri preziosi verso la salvezza.

Ho la possibilità di un ultimo passaggio prima che la protezione della contraerea renda impossibile manovrare efficacemente.

Vado in candela per guadagnare quota poi mi dirigo facendo velocità verso la sagoma verde oliva incurante dei traccianti rossi che mi passano accanto. Collimo e sparo senza risparmiare sulle munizioni, un solo passaggio e punto deciso verso il cielo blu.

Livello e osservo con sconforto il bomber apparentemente ancora in grado di volare virare per allinearsi alla pista.

Mentre mi rammarico per aver sprecato la mia ultima possibilità mi rendo conto che non è più in grado di manovrare e la virata si sta trasformando in una incontrollabile imbardata. Ha perso l'assetto, non è allineato alla pista e l'estremità alare sinistra è vicinissima al terreno.

Pochi istanti e il bomber si schianta sul terreno scomparendo in una nuvola di fumo e fiamme.

E' tutto finito.

Tolgo motore, socchiudo gli occhi e un lungo sospiro si porta via molta della tensione che ho accumulato negli ultimi minuti.

E' stato uno scontro duro, gloria e onore per tutti, vinti e vincitori, solo la fortuna ha deciso chi dovesse soccombere e chi sopravvivere e di questo ne sono consapevole mentre quasi trasognato mi dirigo verso casa spostandomi inconsapevolmente un po' di lato sul seggiolino per fare posto al mio compagno Cipson – Belin, Grey, che battaglia!-



6S.GreyHowl

Pilota del 6° Stormo