"VATI" (Tutto secondo i piani)

Discussione in 'I Diari del Sesto' iniziata da 6S.Insuber, 4 Giugno 2010.

  1. 6S.Insuber

    6S.Insuber Personale a terra

    "VATI"
    (Tutto secondo i piani)

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    Base di St-Pol, Normandia, 24 agosto 1940
    Missione : Pattugliamento della Manica
    Meteo: Poco nuvoloso, copertura 3/5

    Uno sguardo al cielo dal cockpit del mio Emil, mentre scaldo il motore … sono le 11h20, le nuvole e la pioggia di ieri hanno lasciato il campo, il cielo è azzurro e l’aria tiepida.

    Si vola!

    Penso alla missione. Il mio gregario è appena uscito dalla scuola cacciatori, pieno di entusiasmo e aggressività.
    Avrò il mio daffare per tenerne a freno gli ardori giovanili, la principale causa di morte tra i piloti da caccia.

    Freie Jagd sulla Manica, caccia libera …

    Il Gruppenführer aveva un mezzo sorriso nel consegnarmi gli ordini.
    Sarà perché mi tocca spesso di ambientare i nuovi arrivati, per via della mia età non più verde, i colleghi mi chiamano Vati, papà.
    In effetti, li vedo un po’ come figli miei; come il mio vero figlio, preso dai suoi studi ginnasiali nella madrepatria.
    Anche questo qui, Fähnrich Andreas, me lo ricorda, stesso entusiasmo temperato dall’intelligenza, uno sguardo vivace e buono, la sicurezza della gioventù esaltata dall’aquila argentata sul petto.
    Le parole di congedo del comandante non lasciano dubbi: “Vati, se mi fai un casino con il pivello, passi un guaio! Non cercare rogne, riportalo a casa sano e salvo”.

    Altroché caccia libera … il vero scopo della missione è permettere al nuovo pilota di familiarizzare con le procedure di decollo e atterraggio, con il volo in formazione e con la navigazione sullo ScheisseKanal … insomma la routine che occupava gran parte delle nostre giornate prima dell’Adlertag.

    La giornata è propizia ai voli di ambientamento.
    Oggi le nostre operazioni si concentrano sulle basi costiere della RAF, non dovremmo correre il rischio di incontrare Tommy … sarà troppo occupato a schivare le bombe dei nostri KampfGruppen … 40 tra Dornier 17 e Junkers 88 con 60 Bf109 di scorta, decollati all’alba sono già rientrati, altri stanno attraversando la Manica da Cap Gris Nez in questo momento.

    Ancora immerso nei miei pensieri decollo e inizio ad orbitare sulla base, in attesa del mio gregario.
    Lo vedo rullare con difficoltà, dà manetta bruscamente e deve dare energicamente di pedale per correggere l’imbardata.
    Lo seguo con lo sguardo, finchè in qualche modo riesce a staccare; una ruota, anzi due, sull’erba a lato della pista.
    In radio il suo grido soddisfatto: “Volo!”.

    Stile discutibile, ma poco male, molti piloti hanno lasciato la pelle in stupidi incidenti di decollo.

    Lo raggiungo rapidamente e ci mettiamo in formazione.
    Rotta a sudovest per Le Havre lungo la costa, e poi prua per 300, verso il centro del Canale. Con la radio correggo la posizione di Andreas, e intanto spiego qualche regola di base.
    Quota 4500, rotta 050.
    Tutto sembra calmo, la battaglia infuria altrove.
    Avvisto un Heinkel che rientra solitario a bassa quota, una scia di fumo nero.
    Sulla sinistra s’intravede la costa inglese con le sue bianche scogliere di calcare.
    In lontananza, tra due cumuli, mi sembra di scorgere la punta di Dungeness.

    Andreas si esalta: “Dài Vati, andiamo sull’Inghilterra!”.
    Tutto sembra calmo … perché no, in fondo?
    I radar della Chain Home sono stati martellati pesantemente dai Bf110 Zerstörer, dovrebbero essere accecati.
    “Schwarze 7 da Schwarze 3, al mio mark, prua per 3-6-0 … Mark!”.

    Arriviamo sulla linea costiera proprio davanti al radar di Margate.
    Un contatto più in basso … uno Stuka, che si butta su quello che resta delle installazioni radar.
    Altri contatti in lontananza … meglio tagliare la corda … ma dov’è Andreas, maledizione!
    Mi ha perso ... eccolo, circa 1 km più a Nord, che diavolo gli avrà preso … no è colpa mia, porcavacca. “Andreas da Vati, dirigiti verso Sud, prua 180, ti vengo incontro”.
    Al diavolo i codici radio!
    Vedo il suo Bf109 fare una larga virata, si avvicina.
    “OK, Vati! Ti vedo!”.
    Come farà ad essere cosi tranquillo, io sto rosicando la cloche dal nervoso …. Aspetta ... cos’è quel puntino dietro ad Andrea … maledizione proprio adesso … me lo sentivo...

    “Andrea hai un bogey in coda, a circa 500 m, stai in allerta!”.
    Adesso la voce sembra preoccupata: “Vati cos’è? Si sta avvicinando?”

    Mi restano pochi attimi … è senz'altro ostile, altroché bogey.
    Devo manovrare per portarmi in situazione di vantaggio e poi decidere un piano.
    Maledizione, non posso perdere il mio pivello al suo primo volo operativo, non me lo perdonerei mai.
    Devo agire in fretta.
    All’incrocio sono più alto di circa 200 m e a sinistra, evidentemente Andrea ha picchiato un po’ per accelerare.
    Il Tommy, adesso vedo chiaramente le ali ellittiche, stringe su Andrea; non mi ha visto, o almeno spero.

    “Andreas è uno Spit ! Segui esattamente i miei ordini!”
    “Ok Vati, dimmi quando devo virare.”
    “Andreas, break a destra ! Adesso break a sinistra, a sinistra!”

    Con una larga virata a sinistra intanto mi porto dietro ai due, in leggera picchiata; il rombo del Mercedes Benz mi riempie le orecchie, ma sono ancora fuori portata.
    La radio è vitale: manovrando disperatamente, guidato dalle mie istruzioni secche, Andrea riesce a guadagnare tempo, e soprattutto mi permette di avvicinarmi a circa 350-400 m dallo Spitfire, sempre senza perderlo di vista.

    I secondi scorrono, mi sembra che adesso l’inglese abbia una soluzione di tiro, deve essere a circa 200 m da Andrea; sparo alla disperata una prima raffica di 7,62, da lontano, per fargli sentire la mia presenza.
    Il maledetto non se ne dà per inteso, insiste …
    Anzi no!
    I traccianti sopra il tettuccio hanno fatto il loro effetto, lo Spit stringe ancora di più la virata a sinistra e disimpegna …
    Esulto! Bene, primo obiettivo raggiunto.

    Adesso tocca a me.

    Taglio la sua virata in leggera picchiata e lo lascio passare sotto il muso, livello e sparo d'anticipo una raffica di cannoni e MG … quando riemerge a circa 100 m dal mio parabrezza so con certezza di averlo toccato, anche se non gli ho fatto troppo male.

    Una leggera scia bianca me lo conferma.

    Il Tommy cabra violentemente, per un attimo vedo la sua sagoma passarmi davanti al parabrezza a non più di 50 m, ma è un attimo e non lo colgo; non ho più i riflessi di una volta … poco male, sono motivato, devo farlo fuori rapidamente … eccolo, in basso a sinistra… con due manovre gli sono in coda, doso manetta e gioco di pedaliera, il mio Emil sembra danzare leggero e anticipare ogni sua mossa … serro le distanze, due, tre raffiche centrate… volano pezzi.

    Il Tommy sembra calmarsi, livella le ali, un attimo dopo gli sono addosso, riempie il mio Revi, un’esplosione, fumo nero e rosso, oramai davanti a me c’è una massa di fuoco, alluminio, carne … penso che il serbatoio è davanti al pilota … povero Tommy.

    Una virata in cabrata ed evito l’aereo in fiamme.
    Non ho il tempo di seguire la sua picchiata finale, ma so che tra pochi secondi la madre terra accoglierà nel suo grembo aereo e pilota.

    Il furore e il rumore e il fuoco e il dolore si calmeranno di colpo; silenzio e umido buio, finalmente, la fine del mondo come il suo principio.

    Ho le mani sudate, allento la presa sulla cloche, cerco il mio gregario.
    Ho visto la catastrofe da vicino, e ne usciamo senza un graffio.
    Andrea ha ripreso il buonumore, mi chiede di restare in zona, vuole cercare altri guai.
    Vedo altri contatti a nord, traccianti, una battaglia aerea.
    Alla larga!
    La sorte è stata fin troppo benigna oggi.
    Controllo il carburante. Il livello segna 110 litri, è ora di tornare.
    “Schwarze 7 da Schwarze 3, prua per 1-8-0, si rientra in fretta!”.
    Atterriamo a St-Pol.
    Andrea dietro tocca duro e sfascia il carrello.

    Poco male, molti piloti hanno lasciato la pelle in stupidi incidenti di atterraggio.

    Nel debriefing è ancora su di giri, si lamenta rumorosamente di non aver potuto sparare anche lui ad un Tommy … ma confessa che durante lo scontro non ci ha capito nulla.
    Ecco la differenza!
    Un pilota inesperto non ci capisce nulla, a me ogni secondo sembrava un secolo ….

    A rapporto dal capo. “Missione compiuta, ho riportato mio figlio alla base, sano e salvo …”.

    _ . _


    Equipaggi: Insuber (Luca) e PhantaClaus (Andrea), aerei Bf109 E-4, server Spits vs. 109 Mods.

    PS: Quanto scritto, dal decollo all’atterraggio, è il resoconto fedele del primo volo fatto in coppia con mio figlio Andrea. A parte l’aggiunta di un po’ di colore locale, tratto dalle cronache del 24 agosto 1940, gli accadimenti virtuali sono reali.
    Per la cronaca, lo Spit era pilotato da un membro della squadriglia olandese JaVa1; evidentemente un pivello anche lui …
    L’entusiasmo genuino di mio figlio al termine della missione, nonostante “non ci avesse capito nulla”, è reale.



    Insuber (Luca)
    Ultima modifica di un moderatore: 5 Giugno 2010
  2. 6S.Manu

    6S.Manu Admin Membro dello Staff Pilota del 6° Stormo

    Re: Tutto secondo i piani

    Horrido!!!
    A morte gli Spit!!! :hail:
  3. 6S.Carmine

    6S.Carmine Pilota del 6° Stormo

    Re: Tutto secondo i piani

    Bel racconto Insuber! Sei stato un buon Vati! :hail:
  4. 6S.Cipson

    6S.Cipson Active Member

    Re: Tutto secondo i piani

    Bello Insuber,

    Molto ben scritto,

    lo pubblichiamo anche nello Raccolta dedicata dei Diari del Sesto, magari aggiungendoci un pò di immagini, se sei d'accordo....:smile:

    Hai mica le track del volo?

    Cipson
    (La Redazione)
    Ultima modifica: 4 Giugno 2010
  5. 6S.Insuber

    6S.Insuber Personale a terra

    Re: Tutto secondo i piani

    Grazie dei complimenti, senz'altro immeritati. Si sono stato un buon papà :cool: ... orgoglio!

    Nulla in contrario all'inclusione nella raccolta. Purtroppo non ho la track, non le registro mai :doh:

    A presto!
    Luca

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