L'occhio di dio

Discussione in 'I Diari del Sesto' iniziata da 6S.Cipson, 7 Luglio 2011.

  1. 6S.Cipson

    6S.Cipson Active Member

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    L'OCCHIO DI DIO



    Febbraio 1944.
    Tempi duri.
    Gli Alleati stanno usando la mano pesante.

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    Non c'è giorno senza che le nostre fabbriche vedano le incursioni della loro 8° Forza Aerea; durante la notte, gli Inglesi fanno il lavoro sporco sulle città gremite di civili.

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    Voliamo diverse missioni al giorno, di notte spesso aiutiamo i meccanici a rimettere in ordine gli aeroplani.
    Andiamo avanti a caffè e sigarette.
    I visi tirati e gli occhi arrossati dalla stanchezza.

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    Alla sera ci ritroviamo spossati alla sala mensa, dove le sedie vuote dei compagni che non sono tornati, ci ricordano che quel pasto potrebbe essere l'ultimo.
    Qualcuno non riesce nemmeno a consumarlo, semplicemente lo rigetta dopo i primi bocconi...

    Pomeriggio del 15 Febbraio.
    Stessa storia: una grossa formazione alleata, protetta da caccia di scorta fitti come le mosche, ha passato il Canale all'altezza di Anversa.

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    Il briefing è breve. Gli ordini sono semplici.
    Ignoriamo la caccia e puntiamo dritti ai bombardieri.
    Un passaggio frontale, preciso, letale e disimpegnamo in picchiata, dileguandoci sfruttando il terreno.
    Sulla lavagna sembra semplice, poche frecce in tutto.
    Lassù sarà il solito incubo.
    Decolliamo dopo una lunga corsa.

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    Il mio 190 si stacca da terra come un tacchino di Natale, pieno fino a scoppiare di armi, proiettili pesanti e serbatoi ausiliari.
    Per fortuna il superbo motore BMW 801 D2, splendidamente assistito dall' Erhöhte Notleistung, il Sistema di Iniezione addizionale di combustibile, consente di raggiungere quasi 1700 cavalli di potenza massima, permettendo di uscire facilmente dalle fasi critiche del volo.
    Quindici minuti dopo siamo a 7500 metri, in posizione per affrontare le Fortezze volanti americane.
    Quando le vedi arrivare, fanno impressione.
    Potenti, inarrestabili, mortalmente armate.
    Tonnellate di alluminio e acciaio lanciate a 400 chilometri all'ora.
    Dei rulli compressori.
    Sembra impossibile che qualcuno possa fermarle.

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    Qualcuno ci prova.
    Sganciamo i serbatoi ausiliari, regoliamo la luminosità dei collimatori ed armiamo i pulsanti di sparo.
    Sopra di loro, la scorta di caccia si agita, allarmata dalle comunicazioni dei mitraglieri.
    Sembrano api impazzite.
    Il problema è che il miele siamo noi..

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    Arrivano rapide.
    Le velocità relative sono superiori agli 800 km/h.
    Dal momento in cui si capisce quale è il loro orientamento a quando bisogna essere allineati passano una manciata di secondi.
    Non siamo abituati a metterci in posizione così in fretta, spesso si arriva in ritardo, per ben che vada, in diagonale.
    Pochi sono in posizione perfetta.
    Non faccio meglio degli altri, devo cambiare tre bersagli prima di avere un allineamento sufficiente.
    Mi allineo frettolosamente, sono ancora un pò alto ma non posso aggiustare ancora.

    Il grande bombardiere si ingradisce istante dopo istante, immagino i gesti concitati dell'equipaggio allarmato all'interno dell'abitacolo mentre si vede arrivare addosso questi vampiri.
    Poveracci, penso, ma è solo un attimo.

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    Un'attimo per collimare, troppo poco...
    Non sono ben allineato ed il B-17 mi sfugge inesorabilmente a sinistra. Sparo in deviazione.

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    Alcuni colpi tamburellano la fusoliera staccando frammenti. Altri vanno a segno sui piani di coda, ma il grosso della raffica passa dietro il bombardiere.
    Brutto tiro, pochi danni e devo anche manovrare per evitare la grande deriva caudale.
    L'incrocio è un lampo, attraverso un muro di aerei, che spariscono istantaneamente alle mie ore sei.
    Mi giro istintivamente, spero in qualche colpo fortunato ma il mio B-17 procede maestoso, indifferente al mio passaggio.

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    Solo qualche sbuffo di fumo si dipana, flebile segno di alcuni colpi andati a segno.
    Il resto della scena è invece da inferno dantesco.

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    (continua
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    Ultima modifica: 7 Luglio 2011
  2. 6S.Cipson

    6S.Cipson Active Member

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    Altri miei compagni hanno colpito duro ed alcune Fortezze sono state mortalmente danneggiate.
    Una, vicina, si avvita con i motori in fiamme, mentre precipita lasciandosi dietro una densa scia di fumo nero.
    Pochi paracadute si staccano lentamente dal gigante ferito.
    Più lontano, alcune scie nere attraversano il cielo, a conferma che altre incursioni sono andate a segno.

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    La tragica scena è ipnotica e mi fa perdere istanti prezioni.
    I Traccianti dei mitraglieri di bordo, che si incrociano attorno al mio aereo, mi ricordano che non ho tempo per ammirare il panorama.
    Rovescio e me ne vado in picchiata.

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    Alcuni punti dietro di me scendono allo stesso modo.
    Compagni o nemici?
    Da ovest, altri aerei sono in arrivo, alti.
    Questi sono sicuramente avversari.
    Rischio di passarci sotto.
    Se sono caccia potrebbe essere una brutta faccenda.
    Devio a sud.
    Continuo a scendere alla massima velocità consentita.
    In radio sento le comunicazioni dei compagni.
    Alcuni sono attaccati dai caccia americani.
    Mi guardo intorno per vedere se qualcuno è nei guai ma non riesco a distingure che punti impersonali.
    Avvicinarsi ai contatti, senza essere certi della loro identità, è comunque imprudente: se sono nemici, sei cibo per gatti.
    In coda, rilevo sempre una coppia di velivoli.
    Ho l'impressione che seguano la mia rotta.
    Potrebbero essere compagni ma non posso rischiare.
    Cambio rotta e semino anche loro.

    Alte e lontane le Fortezze incedono impassibili sul loro cammino.
    I fuochi dei mitraglieri, ormai vaghi per la distanza, indicano che qualche predatore sta ancora provando ad azzannare la preda.

    Dopo poco tempo mi ritrovo in un cielo vuoto.
    Riduco la manetta, tolgo l'Iniezione ausiliaria ed apro i radiatori per consentire al fedele motore BMW di prendere fiato.
    Recupero lentamente la quota persa, sempre con grande circospezione per non farmi sorprendere dai letali cacciatori nemici.
    Contatto i compagni via radio e mi faccio dare la loro posizione.
    Sono abbastanza distanti per cui mi metto subito in rotta.

    Il cielo è sempre sgombro, che contrasto con i concitati istanti dell'attacco.
    Da quest'altezza non si direbbe che c'è in corso la più devastante guerra che gli uomini abbiano mai sofferto.
    Ma non dura molto.
    Prima è solo un impressione, potrebbe essere anche una macchia sul parabrezza, ma come passano i secondi si fa più distinto.
    Contatto!
    Il rilevamento è fisso, quindi viene nella mia direzione, proviene da Est.
    Su questa rotta, con tale provenienza è un nemico che sta rientrando, penso.
    Forse un bombardiere danneggiato che sta tendando di rientrare.
    Mi guardo intorno, il cielo è sgombro, l'americano non deve tornare a casa, non dopo che ha lanciato il suo carico di morte sulle nostre città.
    Mi metto in posizione e mi preparo ad un altro attacco frontale, questa volta devo essere più preciso di prima.
    Mentre le distanze si chiudono rapidamente, sento l'adrenalina salire ed il solito nodo che attanaglia lo stomaco.
    Non riuscirò mai ad abituarmi.
    Sempre più vicini, ora comincio a distinguere la sagoma... ma ... dannazione è un monomotore!
    Mi sto buttando in braccio ad un caccia di scorta!
    Rifletto rapidamente sul da farsi, se disimpegno rischio di trovarmelo in coda, ma un frontale è una roulette russa, anche se sono meglio armato.
    Sono in un vicolo cieco e le distanze ormai si fanno serrate.
    Il nemico non ha fatto variazioni, poi mi viene un sospetto: magari non mi ha ancora visto.
    In effetti l'avversario ha il sole in fronte.
    Un sole calante del pomeriggio, abbagliante.
    Manovro per posizionarmi esattamente tra lui ed il sole.
    Mi trovo con maggiore altezza e leggermente laterale, dovrò attaccare con una piccola deviazione, ma questo mi concederà comunque un vantaggio.
    Io sarò già con le armi puntate, lui invece dovrà manovrare.
    Ormai posso distinguerlo bene.
    E' un P-47, un brutto cliente alle alte quote, ma a 4000 metri me la posso giocare.
    Mantengo la discesa scegliendo un punto di collimazione davanti alla sua rotta.
    All'ultimo secondo mi vede ma le mie armi stanno già rilasciando il loro carico letale.

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    Mentre cabra nella mia direzione, tira una raffica frettolosa che passa largamente alla mia sinistra.
    I miei colpi invece vanno a segno.
    Uno sbuffo sul grande motore stellare ed alcuni sull'ala destra indicano i punti di impatto dei letali 30 millimetri.

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    Non gli lascio il tempo di aggiustare la mira e mi defilo con una richiamata.
    Mi volto a guardare il risultato dello scontro.
    Il P-47 si allontana rilasciando una vistosa scia di fumo nero.
    Bingo!

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    Non provo nemmeno ad inseguirlo, l'americano è già in difficoltà e su quest' area rischio di fare cattivi incontri.
    Il duello, grazie alle armi più potenti e alla fortuna, è finito a mio favore ed ho imparato da tempo che non bisogna chiedere troppo alla Dea bendata.

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    Il combattimento mi ha disorientato, sono incerto sulla posizione ed ho perso i miei compagni.
    Aiutato dal Controllo Radar dopo alcuni cambiamenti di direzione riesco a fare il punto.
    Seguendo gli ordini di rientro, dirigo sul campo più prossimo per atterrare, quando vedo la contraerea in azione.
    Il Controllo Radar mi comunica che una grossa formazione nemica sta rientrando da Dusseldorf passando proprio nelle mie vicinanze.
    Il grosso dei nemici è ad 8000 metri ma qualche cacciatore sta inseguendo bersagli di opportunità sul terreno.
    I cacciatori yankee stanno cercando il modo di svuotare i loro caricatori di munizioni.
    Dannati Cow Boys!.
    La minaccia è evidente, abbandono l'avvicinamento al campo e mi dirigo a tutta velocità verso Bruxelles, a Sud, giudicandolo un aeroporto alternato più sicuro.
    "Sono basso, non possono vedermi da 8000 metri contro il terreno e poi ormai saranno a corto di carburante...", penso.
    Mi sbagliavo.
    Il Controllo Radar mi avverte di avere un plot in avvicinamento veloce che intersecherà la mia rotta.
    "E' alto, sui 7000 metri ed io sono ancora distante, oltre 15 chilometri, non sono il suo bersaglio..naa", rifletto.
    Per sicurezza chiudo il radiatore, apro la superpotenza e metto l'aereo in lieve discesa... 500, 600, 650 chilometri all'ora.
    Sono a 1000 metri.

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    L'aeroporto di Bruxelles si avvicina, ma l'inseguitore anche...
    "Non è possibile, come mi vede?...", sono sgomento...
    Controllo a ore 6, ma non rilevo minacce.
    Eppure il Radar non sbaglia, il meledetto plot continua a convergere.
    Cambio direzione di una ventina di gradi per essere certo che non segua una rotta prefissata.

    Passo in tromba ad ovest di Bruxelles, 800 metri d'altezza.
    Supero la città, ho l'aeroporto alle mie ore 9, potrei atterrare rapidamente.
    Non finisco il mio pensiero che il fuoco della contraerea del campo si alza denso, convergendo verso un punto a meno di 1000 metri di quota.
    Cerco con lo sguardo ma non riesco a scorgere l'obiettivo di tanta attenzione.
    Viro a sinistra e mi avvicino.
    Intanto la danza dei traccianti continua e mi fornisce le giuste indicazioni.
    Guardo bene nel punto di vertice dei colpi e finalmente lo vedo.
    Maledetto Bandito, sta volando verso sud, cercando di sfuggire alla contraerea.
    Praticamente, nel tratto finale eravamo paralleli, e nessuno dei due aveva rilevato visivamente l'altro.
    "Già, e allora come ha fatto a seguirmi...?"
    Non ho tempo per pensarci, devo decidere rapidamente.
    Il bandito prosegue verso sud e non da segni di avermi visto, sono più veloce di lui e mi avvicino rapidamente.
    Per contro la pista è ormai sotto di me, una scivolata d'ala e ssarei a godermi la birra fresca del dispersal, ma se lui si gira rischio anche di trovarmi sulla pista sotto il fuoco delle sue armi.
    Al diavolo!
    Scelgo d'istinto e forse sbaglio...
    Porto la manetta a fondo corsa e regolo il collimatore.
    Le distanze si chiudono.
    Intanto lo riconosco.
    E' un P-51.
    "Maledizione... se sbaglio mi fa arrosto..".
    Mi avvicino ancora, il Bandito vola dritto: "E' un maledetto rookie... non posso fallire..."
    Potrei tentare un tiro lungo ma voglio chiudere il combattimento alla prima, aspetto ancora e continuo ad avvicinarmi.
    Però qualcosa non va come dovrebbe, la distanza non si chiude più come prima, pare che il Mustang stia accelerando.
    Mi ha visto?
    Comunque mi avvicino ancora e mi predispongo al tiro, la distanza non è brevissima ma si può tentare, d'altronde basterebbero pochi colpi delle mie armi pesanti per decidere la partita.
    Aumento la pressione sul pulsante di fuoco, ma non faccio in tempo a sparare.
    Il Mustang balza verso l'alto in un arrampicata verticale.
    "Maledizione mi ha visto!".

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    Non posso fare altro che inseguirlo in salita ma so già che la partita è compromessa, scampaniamo entrambi un paio di volte, ma il P-51 è più agile, al culmine della salita si gira quasi su se stesso, come un 109.
    Il mio A7, invece, sembra dipinto sul cielo.
    Dannazione, ho perso l'iniziativa e presto perdo il vantaggio...
    Non resta che scampare.
    Comincio a ritirarmi, sfrutto le doti di rollaggio del 190, alterno veloci split S a tonneau a botte, cercando di acquistare velocità, ma il P-51 è un mastino e non molla; quando mi giro, vedo le sue armi fiammeggiare nella mia direzione.

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    Altro che Rookie, l'americano vola bene ed è determinato a prendersi la mia testa, non riesco a scrollarmelo di dosso.
    Dov' è la Base?.
    Con sgomento mi accorgo che è distante.
    L'inseguimento prolungato mi ha portato troppo lontano.
    Ci vuole tempo per raggiungerla...ed io non ce l'ho.
    Fingo una virata a destra e poi continuo a rollare uscendo invece a sinistra.
    Questa volta sorprendo l'avversario e, all'uscita, i due aerei sono praticamente paralleli, ho anche un leggero vantaggio di quota.
    Per un attimo mi illudo di farcela.

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    Rovescio nella sua direzione e gli passo sopra chiudendo la botte, richiamo per infilarlo nel collimatore... ancora... ancora un po... aaaghh ...
    Non lo prendo, in richiamata è superiore.
    Devo difendermi ancora ma non può durare, prima ho poi il colpo sfortunato arriva.
    Nell'ultimo tentativo ho consumato troppa energia.
    Con il senno di poi, mi rendo conto che avrei fatto meglio ad andarmene in velocità, sfruttando il successo della mia manovra precedente.
    Adesso è tardi, nell'ultima split non riesco ad evitare di passare davanti alle sue armi ed incasso colpi sulla mia ala destra, malamente... Thum.. Thum.. Thum..

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    "Maledizione.." impreco mentre tento di raddrizzare il velivolo.
    E' inutile, la cloche si muove senza effetto, i comandi degli alettoni sono stati tranciati.
    La mia macchina è finita ed il nemico è sempre in coda.
    Sono a meno di 100 metri da terra, non posso esitare.
    Aiutandomi con il timone, tiro una cabrata e metto l'aereo in verticale.
    Apro il cockpit e mi slancio all'esterno.
    Poi i ricordi si accavallano veloci.
    Lo schiaffo del vento mentre sfioro la deriva per un soffio.
    Roteando intravedo il fedele 190 impennarsi ancora una volta verso il cielo, esitare un momento, quasi a rifiutare il suo destino ed infine adagiarsi su un fianco, abbandonandosi all'ultima mortale spirale...

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    Le cinghie del paracadute mi segano le spalle, mentre si tendono per lo strappo dell'apertura.
    Il dolore è solo attenuato dalla constatazione della avvenuta apertura del paracadute.
    Il ringhio arrabbiato di un motore Merlin mi passa sopra.
    Per un momento ho pensato che mi volesse sparare, poi, con un ondeggiare d'ali, la snella sagoma del Mustang si allontana verso il sole calante... "Saluto!".
    "Dannato Yankee..."

    Mentre la corolla bianca del Paracadute mi culla nel letto del vento, riportandomi alla madre terra, ed i nervi cominciano a rilassarsi dalla tensione accumulata, rivedo gli eventi come in una sequenza cinematografica che venga proiettata ripetutamente.
    Tocco terra in un campo di fango rotolando e infradiciandomi, ma almeno l'atterraggio è morbido.
    Sporco ma soffice.
    Mi tiro fuori dall'acquitrino, recuperando il paracadute e mi siedo sul bordo di una strada sterrata riflettendo sul da farsi per avvertire la Stormo delle mie condizioni e farmi recuperare.
    Forse non mi dovrò sbattere tanto.
    Un camion militare si sta pigramente avvicinando lungo la strada; forse i contadini mi hanno visto cadere ed hanno avvertito il comando locale.
    Lontano, al margine di un grande bosco, una colonna di fumo nero si staglia sul cielo già arrossato dal sole che tramonta.
    Il mio fido Focke Wulf sta finendo di bruciare.
    "Maledetto Yankee..."

    Comunque sono vivo, cosa miracolosa già di per sè, di questi tempi.
    Posso dire che Dio ha tenuto il suo Occhio su di me, in questo giorno... in tutti i sensi...

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    Dalla tasca della combinazione di volo riesco a recuperare un fradicio pacchetto di sigarette.
    Mentre cerco, senza successo, di frenare il tremore delle mani per manovrare l'accendino e farmi una fumata, una domanda risuona ossessiva nella mia mente:
    "Come ha fatto a vedermi?".

    __________ . __________


    Post Scriptum:
    La vicenda è veramente accaduta, almeno "virtualmente",
    Si sono fatte le congetture più remote sull'accaduto, anche che l'avversario potesse accedere ai nostri dati Radar.
    Probabilmente, invece, solo il caso ha portato il Cacciatore alleato sulle mie tracce e, con il senno di poi, posso anche concludere che, se non mi fossi fatto notare inseguendolo, probabilmente lo yankee avrebbe proseguito tranquillamente la sua rotta di rientro.
    Come sempre, non gli Dei, ma la macchina del caso ha congiurato a favore o contro le fortune degli uomini.

    Ma per qualche momento, ai protagonisti, ed a coloro che hanno seguito in diretta radio la vicenda, sembrò che quel Pilota fosse dotato dell'"Occhio di Dio".
    Ultima modifica: 7 Luglio 2011
  3. 6S.Carmine

    6S.Carmine Pilota del 6° Stormo

    BELLO!!! E' da romanzo!
  4. 6S.Season

    6S.Season Membro dello Staff Pilota del 6° Stormo

    Bello davvero Cip!
    Letto tutto d'un fiato!
    Grazie!
  5. 6S.Duke

    6S.Duke Personale a terra

    Gran bel racconto Cip! Grazie!
  6. 6S.Anton

    6S.Anton Personale a terra

    Bellissimo il racconto, ti tiene incollato! Fantastiche le immagini!
    Anton
  7. FTV.Giulio

    FTV.Giulio Pilota 313° F.T.V.

    Splendido!! Sei un grande Cip!
  8. Euridamante

    Euridamante Guest

    Bellissimo, complimenti Cip !
  9. 6S.Kerberos

    6S.Kerberos Admin Membro dello Staff Pilota 313° F.T.V. Pilota del 6° Stormo

    Come sempre, fantastico Cip. Il tuo, come quello di tutti gli "scrittori", è un lavoro che regala all'intero Stormo un prestigio non indifferente.
  10. 6S.Cipson

    6S.Cipson Active Member

    Ehm! ...troppo gentili....come dire, sono un attimo imbarazzato :redface:.
    Comunque grazie ai lettori :hail: che continuano a leggere i Diari e agli Scrittori che contribuiranno.:welcome:

    Chissà, magari un giorno le faremo davvero le Edizioni Diavoli Rossi...:tongue:
    Ultima modifica: 8 Luglio 2011
  11. 6S.Robby

    6S.Robby Mordicchio Pilota 313° F.T.V. Pilota del 6° Stormo

    bello veloce scorrevole!
    anche io ero uno dei tanti che pensava al maledetto occhio di dio.
    Buona Cip,forse sei l'unico ad essere sempre rientrato a casa a bordo del velivolo o cullato dal paracadute
  12. 6S.Cipson

    6S.Cipson Active Member

    Eh si, come tutti quelli che hanno assistito, sembrava impossibile che fosse solo una combinazione... eppure.
    E' proprio vero che prima di giudicare bisogna avere una certezza da Corte di Giustizia...


    Sono stato prudente, per quello che potevo, e l'unica volta che non lo sono stato mi hanno giustamente punito.
    Poi ci sono ancora due missioni in cui saremo soggetti alle bizze del Destino.
    Del resto, in alcuni attacchi ho preso colpi nel cockpit, i proiettili sono passati vicini, è andata bene ed i nemici sono precipitati, ma potevano essere delle Kill pilot, con la stessa facilità.

    Veramente, come cantava Omero : "L'uomo non può nulla senza il volere degli Dei...".

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    Ultima modifica: 11 Luglio 2011
  13. 6Sc.Rudy

    6Sc.Rudy Cadetto del 6° Stormo

    Auguri veramente Cip gran bel racconto....spero di mandarti il mio a breve.....ma dovrai lavorarci parecchio per renderlo accettabile.....bello veramente .

    6Sc.Rudy.
  14. 6S.Insuber

    6S.Insuber Personale a terra

    Bellissimo racconto Cip, un vero talento da scrittore di romanzi !

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