ALBA SICILIANA (SEOW CentMed I)

Discussione in 'I Diari del Sesto' iniziata da Sala Stampa, 3 Gennaio 2010.

  1. Sala Stampa

    Sala Stampa Guest

     

     

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    ALBA SICILIANA

    (SEOW CENTMED I)



    Estate del '42. Sicilia meridionale.


    Dopo aver finito il lungo e noioso corso di aereo-siluramento voluto dal Comando, assieme al mio
    equipaggio e quattro velivoli SM-79 Sparviero, con a bordo giovani di belle speranze, siamo stati destinati alla base di San Pietro di Caltagirone, in Sicilia.

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    Capirai, abituato, in questo periodo, al clima mite della mia città, accarezzata dal Borino, il vento leggero fresco del Nord, che porta i profumi dei fiori e dell'erba dell'amato altopiano del Carso, ritrovarmi ad un paio di paralleli a nord dell'Africa!

    Mi vedo già come passerò i prossimi mesi della mia vita: a cercare fresco ed ombra!

    Passerà...

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    Mah, forse questi pensieri, svaniranno con il ruggito del mio trimotore, con i suoi tre Alfa Romeo radiali che, accesi, eseguono una sinfonia unica, permettendo allo Sparviero di librarsi lassù in alto, oltre le nuvole, dove tanti sognano di arrivare, per assaporare quel senso di libertà che solo noi aviatori possiamo godere.

    A volte solo per pochi attimi, fino a quando qualche raffica di grosso calibro o qualche colpo di contraerea non trapassa quel fragile pezzo di tela che ci confina dal vuoto.

    Che noia la guerra...

    Sempre gli stessi pensieri; di solito iniziano bene, pensando a una donna, oppure ad un momento di felicità qualunque e subito dopo, Bam! Il solito risveglio alla dura realtà.

    Passerà...


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    Oramai siamo qui già da qualche settimana e, a parte i soliti voli quotidiani di rifornimento, perlustrativi o di orientamento, tutto scorre con il tempo di queste terre: tranquillo, tiepido.

    Non pensavo di trovarmi tanto bene.

    E' bella la nostra italica Patria.

    Che profumi! Di Gelsomino Siciliano, di cibi genuini e gustosi.

    Alla sera, giunge fin qui la brezza di mare, che porta con se l'odore salmastro, a me tanto caro.
    Abbiamo ottenuto un permesso speciale dal Comando e questa sera, assieme ai nostri camerati locali, molto simpatici e pieni di vita, si é fatta festa grande, giù al paese: abbiamo ballato, bevuto e banchettato fino a tardi.

    Passerà...

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    Da domani, siamo in prontezza operativa, si concludono tutti i corsi fatti fino ad ora, partiremo alla volta di chissà dove, per colpire chissà chi, e chissà chi di noi tornerà per piangere gli amici degli
    ultimi tempi.
    Due giorni di calma piatta, le cicale che cantano al caldo sole mediterraneo, accompagnano il tempo che passa lento.

    Alla sera, Raffaele, un meccanico napoletano, ci delizia con il suo mandolino; che mani ha quel ragazzo!

    La maestria che usa sulle corde dello strumento è la stessa che mette su ogni bullone dei nostri motori.

    Che voce!

    Lui canta sempre, se no, che napoletano è?

    Levataccia...

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    E' notte; alle quattro in punto, a gran voce, il piantone ci butta giù dal letto; di fretta, siamo tutti radunati in sala tattica, dove un ufficiale a noi sconosciuto, ci ragguaglia su un movimento navale nella zona di Pantelleria: bisogna scovare un convoglio mercantile inglese, con la possibilità di incrociare una portaerei, la "Illustrious", ed altre navi militari.

    Di seguito, avremo notizie più dettagliate.

    Tutti agli aerei, senza neanche bere un caffè.

    Molto male...

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    Sono le 05.00, albeggia.

    Ad est, il cielo blu scuro sta lasciando pigramente il posto ad un alone rosso, preludio di un alba maestosa, in questo cielo mediterraneo.

    Le ultime stelle sbiadiscono progressivamente, solo Venere  resiste imperturbabile alla luce del giorno che avanza.

    Siamo giá a bordo quando arriva una camionetta, scende un omino vestito di bianco.

    Chi è quello? Stringo gli occhi assonnati per vedere meglio.

    Ma si! E´ Gianni, il cuoco, si avvicina al velivolo e passa a Roberto, il mitragliere, un termos di caffè.

    Dio ti  benedica, sei un angelo tra noi; penso tra me.

    In effetti, Gianni ci vizia troppo con tutti quei manicaretti che ci prepara; non voglio neanche pensare a come si procura tutta la roba necessaria per preparare i suoi piatti leggendari.

    Alla radio si sente la voce dei piloti pronti al decollo, interrotta dal gracidare delle interferenze.

    Gli uomini, per far passare il tempo ed allentare la tensione, scommettono su dove possano trovarsi i vari vascelli.

    Ad un tratto, arriva distinta, la voce del comandante Marazziti:
    “Accendere i motori e decollare immediatamente!”

    Si comincia! Via ogni indugio, numero uno: acceso, numero due: acceso, numero tre: acceso.

    Dopo tutti i controlli ripetuti e ripetuti ancora, al momento del decollo il motore due non da potenza: in accelerazione l'aereo tende a destra.

    Maledizione...

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    Ripeto la procedura con cura e alle 05.30 il mio Sparviero corre sulla pista e stacca la lunga ombra ingobbita da terra.

    In cuffia arriva la voce del comandante, che impartisce gli ordini con precisione:
    “Faccio un giro sopra la pista e poi proseguo per rotta 2-7-0 verso Licata, chiudere la formazione il più presto possibile.”

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    Abbiamo appena livellato che sentiamo in radio le concitate comunicazioni dei ragazzi della Caccia che hanno agganciato il nemico.

    Bravi ragazzi, con aerei inferiori a quelli nemici, si battono come leoni, sono l'orgoglio della Regia Aeronautica.
    Ad un tratto sento la voce di Cippo, vecchio cacciatore, che chiama il suo compagno Andrea, altro bravo pilota, per controllare un contatto dalla traiettoria sospetta.
    Anch' io inizio a guardarmi in giro ed infatti vedo passare in tromba, ad un centinaio di metri sotto la mia prua, un bimotore che incrocia la mia rotta.

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    Coccarde blu e rosse. Putt...Inglesi!

    Sto per dare l'allarme al resto della formazione ma la voce concitata di Cippo mi precede di un istante: “Mosquito! Sono due! Sono due!”

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    Maledizione, quei velivoli, veloci e potentemente armati, possono essere davvero pericolosi per i nostri bombardieri.
    Per fortuna, gli inglesi vengono ingaggiati prontamente dai nostri protettori e, dopo un breve scontro a fuoco, sono costretti a ritirarsi, lasciando uno dei loro ad arrancare verso casa con un motore in fumo.

    Molto bene...

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    Sfumata l'azione, mi guardo attorno e, come mi accorgo di non avere contatto con la mia squadra, faccio passare attraverso i denti un'imprecazione degna di un galeotto.

    Chiamo il mio comandante, il quale mi da prontamente i dati di navigazione.

    Li scorgo, sono ad un chilometro e mezzo da me, in rotta perfetta per Pantelleria; vario il passo dell'elica, aumento i giri dei motori stellari, che prontamente liberano tutta la cavalleria disponibile, e pian piano mi riunisco con lo stormo.

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    La navigazione e' monotona; uno strato di foschia, spesso diverse centinaia di metri, riduce la visibilita' e rende il volo privo di riferimenti.

    Se non fosse per i velivoli che mi precedono e per gli strumenti di assetto che ho sempre sott'occhio, sarebbe facile disorientarsi.

    Torpore...


    Per fortuna ci pensano i nostri angeli custodi a tenerci all'erta: "Contatti a ore sette!", avvisano prontamente, non appena avvistano una formazione di velivoli che converge ad incrociare la nostra rotta.
    Un attimo di allarme, anche perchè provengono da Sud-Est e verso quella direzione, non molto distante, c'è la possente isola di Malta.

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    Come gli aerei si avvicinano, possiamo osservare più attentamente e ci tranquillizziamo riconoscendo le inequivocabili sagome di una formazione mista di Picchiatelli e Ju-88, che si aggregano a noi, per fare la navigazione riuniti, in modo da avere più copertura in caso di attacco nemico.
    Il volo continua, lungo ed estenuante; la foschia, insolita per il periodo, non molla e non facilita il nostro compito.

    Mondo in bianco e grigio...



    Come antichi naviganti che sospirano la terra, arriviamo in vista di Pantelleria.

    La piccola isola, normalmente un'oasi di tranquillità, è al centro della bufera.

    Dal tiro delle artiglierie di difesa costiera, intuiamo che Pantelleria è sotto assedio navale.

    Accidenti, gli inglesi si sono fatti sotto!

    La nostra Caccia di scorta, che ci precede di qulche miglio, ci aggiorna:

    "Contatto a ore 12.00, osserviamo tiri di artiglieria diretti sull'isola".

    Il nemico! Che sia la squadra dell'"Illustrious"?

    Come riduciamo la distanza, restiamo quasi delusi: sono due destroyers inglesi classe HMS Tribal, venuti ad ammorbidire le difese di Pantelleria.

    Vediamo la battaglia infervorare, ma noi dovremmo cercare il bersaglio grosso, il convoglio inglese, avvistato in zona, nei pressi della costa tunisina.
    Il Comandante si accorge subito che non è il nostro bersaglio, ci mette in posizione di attesa e manda la caccia verso Nord-Ovest, per una veloce ricognizione.

    Se la squadra inglese è vicina, pensa, deve trovarsi in quella posizione!

    Mani che sudano...





    Il tempo sembra non trascorrere mai, quando non conosci che strada prenderà il tuo destino.

    Solo l'azione, che ti inietta adrenalina nelle vene, spazza via le proprie paure, ma prima, quando attendi, il logorarsi dei nervi è insopportabile, così come quel nodo che ti attorciglia le viscere.

    Per fortuna non dura a lungo;  la caccia non scorge tracce significative nelle aree di ricerca ed il Comandante Marazziti decide di utilizzare il nostro carico bellico contro le due navi inglesi che, con arrogante audacia, si sono spinte così avanti.

    Arriva l'ordine tanto atteso: "A tutta la squadra da Comandante. Attacchiamo le navi che stanno bombardando Pantelleria. Io sarò il primo."

    Con il grido di battaglia più famoso tra gli aerosiluratori, cominciamo la giostra.

    "Dagli alla Panzona!!!"

    La virata dei trimotori è all'unisono.
    "Bersaglio per rotta 1-9-0", odo ancora in cuffia.
    Sento l'adrenalina scorrere impetuosa nelle vene, come un fiume di lava; tra le voci concitate, distinguo quella del comandante mentre descrive l'avvicinamento finale, la feroce contraerea avversaria, lo sgancio...

    Io seguo più distante.

    Il siluro del numero uno passa molto vicino al bersaglio!

    Ma vicino, in questo gioco, non è abbastanza.

    Dannazione!


    Il secondo, Anton, arriva troppo veloce e troppo alto; dopo un'imprecazione, sento che non ha sganciato neppure lui!

    Altri scendono, la contraerea delle due navi ha aggiustato il tiro.

    Uno dei nostri si trova proprio nel mezzo.

    Diversi colpi raggiungono l'aereo, alcuni frammenti si staccano, un motore va in fiamme; il velivolo imbarda e scivola d'ala, infilandosi in acqua a 300 chilometri all'ora, disintegrandosi in una colonna di spuma bianca.

    Pezzi rimbalzano sull'acqua, distinguo nettamente una semiala.

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    Una deriva con la croce bianca si erge ancora un momento, a sfidare il cielo.

    Poi il mare si richiude su quei coraggiosi.

    Passerà...





    Chiudo gli occhi un istante. Devo togliermi quella sequenza dalla mente.

    Non ho il tempo di pensare, di aver paura. Non ora.
    Tocca a noi!

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    La lancetta dei secondi dell'orologio sul cruscotto rallenta, sento dei colpi forti e sordi: è il mio cuore che palpita nel petto.

    Sono le 06.42, il bersaglio, il destroyer inglese, si muove lento nel mio collimatore; dalle sue bocche di fuoco vomita tutto ciò che può verso me, un fiume di tracciamti rosso e giallo si dirige verso di noi, un arabesco  mortale ci cerca, saranno migliaia di colpi e ne basta uno solo!

    Non ci fermano, andiamo avanti.

    L'eccitazione è al massimo, mesi di prove, mesi di attesa ed ora, in una frazione di secondo, tutto finirà.

    Le mani si serrano sulla cloche, tanta è la tensione che le nocche diventano bianche; tutte le voci, tutti i suoni ed il ruggito dei miei Alfa Romeo si miscelano; è tutto ovattato attorno a me.

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    La concentrazione è altissima, quell'attimo tanto sperimentato, quell'appuntamento con il destino, è lì, a 300 chilometri all'ora, cento metri sopra il mare.

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    "Siluro in acqua!", mi odo annunciare in radio, mentre già inizio la virata di scampo, per sfuggire alle vampe mortali delle navi nemiche.
    Il periodo di tempo che passa da quel momento alla collisione è pieno di domande, il siluro sarà entrato bene in acqua, lo perderò, si armerà o una spoletta da quattro soldi renderà inutile aver messo in gioco le nostre vite?

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    Mentre mentalmente scandisco i secondi, all'improvviso sento Renato, il mitragliere ventrale, che con voce stidula mi urla in cuffia, spaccandomi i timpani:
    "Colpita! Colpita in pieno!"

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    Faccio un mezzo giro, non posso perdermi lo spettacolo, affascinante e terribile allo stesso tempo, della nave da guerra che, ferita a morte, si ferma e comincia ad inclinarsi.

    Una colonna di fumo nero segna il punto e conferma il successo dell'azione.

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    Non mi soffermo a pensare alla tragedia che stanno vivendo gli uomini dell'equipaggio inglese, mentre cercano disperatamente di mettersi in salvo della nave colpita che, come una creatura abissale, sta cercando impietosamente di trascinarli con sé, per accomunarli nella sua fine.

    So già che molti non riusciranno ad uscire dal suo abbraccio mortale.

    Passerà...



    Mentre mi allontano vedo i compagni delle altre squadriglie che  stanno ancora attaccano il secondo destroyer, sembra, tra l'altro, con poco successo.

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    La nave inglese è riuscita a prendere velocità e sta abilmente scampando alle salve di siluri e di bombe che arrivano da tutte le parti, sollevando alte colonne d'acqua.

    Alcune scie di fumo nero indicano che le difese antiaeree hanno richiesto il solito pesante tributo. Altri sacrifici umani.

    Passerà...


    Mi allontano da quel teatro di morte, in mezzo ad un trionfo di complimenti, prontamente messi in cuffia a tutto l'equipaggio dal marconista Dario, che arrivano dalla platea plaudente, lontana e vicina, che ha assistito alla rappresentazione di questa nuova tragedia.

    Non posso non compiacermi per la soluzione di tutti i corsi e gli sforzi che abbiamo fatto assieme: le facce esultanti dei ragazzi mi strappano un sorriso ma, come sempre, si ride amaro.

    Bam!

    Con la vita che facciamo, i pensieri gentili vengono immediatamente rovinati da quelli tristi: ora a noi toccherà piangere gli amici perduti.

    Solo noi sentiremo ancora, almeno fino al prossimo volo, il profumo del Gelsomino Siciliano ed il suono del mandolino di Raffaele, che canta mentre le stelle sbiadiscono in una nuova alba siciliana.



    Passerà...





     

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    Soggetto e testo: Klark



    Elaborazione stilistica e grafica: Cipson

    Original Article
  2. Shave

    Shave Member

    bellissimo per davvero, immagini da urlo
  3. 6S.Robby

    6S.Robby Mordicchio Pilota 313° F.T.V. Pilota del 6° Stormo

    Ribadisco: il soggetto mi piace, molto reale come saensazioni trasmesse.
    Belle le foto storiche e belli i dipinti di Zanella :)
  4. 6S.Carmine

    6S.Carmine Pilota del 6° Stormo

    omg! complimentissimi ad entrambi!!! sulle immagini no comment... me le sto salvando tutte!
  5. 6S.Gheppio

    6S.Gheppio Pilota del 6° Stormo

    bravissimi!!!! molto bello,grazie. :hail:
  6. 6S.Klark

    6S.Klark Pilota del 6° Stormo

    Grazie Cippo, hai trasformato il mio racconto in una piccola opera drammatica e con l'arrichimento delle immagini quella che era la mia volontà, cioè far vivere una serie di emozioni. Complimenti.
  7. 6S.Maraz

    6S.Maraz Personale a terra

    Complimenti sia per la storia che per la scelta delle foto!
    Maraz
  8. 6S.Cipson

    6S.Cipson Active Member

    Eh eh Maraz, tu li c'eri.....
  9. _1SMV_Mako

    _1SMV_Mako Member

    Complimenti a Klark e Cipson, veramente un bel lavoro. :hail::hail:

    E allora anche io mi onoro di poter dire....
    IO C'ERO!!
    :D:D:D
  10. _1SMV_Gitano

    _1SMV_Gitano New Member

    Bellissimo racconto!!!

    quasi mi dispiace essere in ferie... ;)
  11. 6S.Cipson

    6S.Cipson Active Member


    Ah AH Mako, certo c'eravate anche voi...:)
  12. 150GCT_Italo

    150GCT_Italo New Member

    Complimenti! Bellissimo racconto. Coinvolgente.
  13. 6S.Cipson

    6S.Cipson Active Member

    Grazie Italo, fallo leggere anche ai tuoi...
  14. 150GCT_Italo

    150GCT_Italo New Member

    Grazie a voi, non mancherò di linkarlo nel ns forum, col vs permesso ovviamente...
  15. 6S.Cipson

    6S.Cipson Active Member

    L'onore è nostro, anzi se volete contribuire, I Diari sono aperti a tutti gli scrittori, anche quelli più in "erba"....:rolleyes:

    Basta contattarmi...;)
  16. 6Sc.Max

    6Sc.Max Guest

    Appena letto!
    Veramente stupendo ragazzi, complimenti! :)
  17. 6S.Cipson

    6S.Cipson Active Member

    Grazie Arasan, in effetti abbiamo scoperto narratori di ottimo livello.

    Abbiamo un paio di racconti nuovi in uscita, stavo solo raccogliendo le immagini.

    A proposito Anton, non è che hai salvato la track della missione sui Docks di Londra? Purtroppo nell'archivio SEOW non c'è più... :-(

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