4° "BACK TO BASIC".....QUALCOSA DA IMPARARE DI NUOVO C'E' SEMPRE......

Discussione in 'Bar del 313°' iniziata da domenico.ceparano, 3 Dicembre 2014.

  1. Frequentatore "furbo"
    Un'altra categoria facile da incontrare è quella del frequentatore " furbo" che per certi versi è molto vicina alla categoria precedente. Qui si ritrovano quei piloti che sono sì bravi e magari studiano pure, ma oltre a ciò, all’instaurarsi di un errore cercano sempre di giustificarsi " adducendo futili motivi". Come scoprire tale categoria? Normalmente gli errori tipici di questa categoria non sono concettuali, cioè di preparazione teorica, ma sono parametrici e di non facile evidenziazione. Di solito il comportamento " furbesco" si accentua durante procedure di precisione dove appunto conta molto il parametro, esempio il finale GCA: quando effettuato in VMC ( in IMC reale più difficilmente farebbero i furbi), è molto facile che il nostro eroe veda la pista da lontano e sia portato a mantenere un allineamento " visivo " non badando, o badando poco , alle indicazioni ricevute da controllore che magari vi chiama qualche grado di accostata e voi invece vedete che il nostro eroe ne fa di più o di meno perché sicuramente guarda la pista. Chiedetegli allora quanti gradi di accostata gli erano stati chiesti quanti ne ha messi e perché, oppure in uscita strumentale, se siete fuori di qualche radiale non ditegli " occhio la radiale" ma chi ditegli che prua e che radiale legge, constatato che il vostro HSI legge le stesse cose, se vedete che persiste nell'errore, per quanto piccolo sia, fateglielo notare. Questi ed altri atteggiamneti furbeschi si possono far evitare (o almeno provate a farli evitare) anche in sede di briefing facendo notare che il 104 non sempre " perdona" la furbizia e che certe situazioni/manovre/emergenze si risolvono solo con la tecnica appropriata e non con facili sotterfugi o inutili giustificazioni.
    "Voglia di lavorare saltami addosso"
    Passo ora a questa categoria chiamiamola così di piloti che purtroppo ha riflettuto in pieno una grossa fetta di ragazzi che ho incontrato negli ultimi anni della mia permanenza gruppo. Questi , ancorché poco motivati dalle precedenti scuole di volo (anche chi si è fatto le scuole in America ) , dimostrano subito uno scarso impegno sia teorico che pratico nell'affrontare il corso di transizione sul 104 oppure non ne vogliono proprio sapere perché le loro "mire" erano altre che non appunto il 104. In ogni caso, in presenza di questi " loschi figuri" l'importante è mettere subito i puntini sulle "I"(ed in questo caso ha molta importanza la figura del direttore del corso), ribadendo in maniera ferma e decisa che il corso da affrontare è duro e impegnativo, la macchina è quella che è, cioè meravigliosa ma difficile e pericolosa, e che l'Aeronautica militare non ha bisogno di piloti e basta, ma di piloti buoni e motivati che abbiano voglia di lavorare anche in mezzo alle difficoltà ed i problemi di questa professione e che quindi chi non accetta la macchina e la carriera che la macchina porterà , è bene che si faccia avanti subito prima di iniziare il corso stesso. Voi Istruttori non siete al gruppo per regalare niente a nessuno, soprattutto a chi non ha voglia di impegnarsi. Nei miei anni al XX ho incontrato un solo pilota che ha avuto le " palle" di farsi avanti prima di iniziare il corso pratico e nonostante fosse risultato migliore corso terra. A corso pratico avviato, normalmente chi rientra nella tipologia qui descritta preferisce farsi "segare" durante lo stesso oppure, ed è molto più deleterio, va avanti senza impegnarsi minimamente a terra nello studio. A queste persone bisogna fare un discorso chiaro e duro allo stesso tempo chiedendo loro cosa pensano di fare e che cosa pensano di dimostrare continuando con quell’atteggiamento negativo, anche per rispetto dei colleghi che credono in quello che stanno facendo e che, pur con fatica, vogliono superare il corso di transizione. Considerando il futuro prossimo dell'Aeronautica militare ritengo che tali figure non debbono subire troppa attenzione ma che, dopo il primo avvertimento, debbano essere educatamente messe alla porta. In un futuro spero quanto mai vicino gli aerei dovranno essere portati sempre di più con la testa che con la mano e questo vi deve far meditare quando incontrate certe persone. Probabilmente sono stato un po' troppo drastico ma vi prego di leggere attentamente le prossime righe per capire che forse, dico forse, è proprio il caso di pensarci bene e senza troppi rimorsi di coscienza. Un mio vecchio Comandante di gruppo che al XX miei ha insegnato tanto e che purtroppo non è più tra noi mi diceva, quando ho cominciato questo lavoro di istruttore, che la mattina ,davanti allo specchio , dobbiamo riuscire a guardarci in faccia e vedere una persona che sa di aver fatto bene proprio lavoro, lavoro che vuole soprattutto dire che quando un pilota ha terminato il corso al XX , lo ha fatto perché se lo merita e perché voi si è riusciti ad estrarre da lui le qualità migliori per avere successo ; ricordate, ora più che mai, se solo esiste un dubbio suffragato anche dai fatti che qualcuno potrebbe avere problemi reali nell'affrontare da solo la vita del reparto rischiando quindi potenzialmente sia la propria che l’altrui vita, allora è vostro dovere intervenire finché potete farlo, in modo che questo non debba mai succedere. Dimettere o proporre al gruppo le dimissioni di qualcuno non è uno scaricarsi le responsabilità come Pilato ma è un preciso dovere di ogni buon istruttore. La selezione ed i suoi criteri devono, oggi più che mai, seguire dei fondamenti qualitativi e non solo o non più quantitativi e l'avere uno più persone che non dimostrano l'impegno dovuto per affrontare il corso di transizione rappresenta un potenziale pericolo per lostesso individuo che per gli altri. Pensateci e buon lavoro !
    "Frequentatore vaga idea"
    In otto anni di gruppo ho incontrato poche persone che rientravano in questa categoria. In questi casi era palese l’ingenerarsi dei problemi e la mancanza pressoché totale di reazione agli imprevisti nonchè di senso del volo, accompagnata spesso da soluzioni esattamente opposte ad ogni logica di sicurezza. Questa tipologia sconcerta non tanto o non solo per i problemi che dimostra quanto soprattutto perché ha dell'incredibile pensare che le scuole di volo Basiche, italiane e non, abbiano permesso a quest'individuo di arrivare a certi livelli senza intervenire per tempo. In presenza di un caso del genere la contromisura iniziale è quella di seguire passo passo sia a terra che in volo il soggetto SMS(special monitor status ) sperando che si accenda la lampadina che altri non sono riusciti ad accendere; se si notano miglioramenti è bene continuare a battere dove vedete si può ancora migliorare, ma qualora si continuino a manifestare problemi " Basici" di conduzione del volo che vi portano ad insegnare a"volare"e non ha volare il 104, ecco che allora l'unica via di uscita è l'interruzione del corso così come dicevo prima, per il bene del ragazzo e per la vostra coscienza.
    Concludendo questo capitolo sulle varie personalità dei frequentatori, vorrei solo ribadire che tali figure non dovranno essere prese a se stanti, ma che spesso vedrete tali personalità intrecciarsi e riflettersi in un solo individuo e che quindi, quanto vi ho descritto dovrà essere usato come base per costruirvi una personale mentalità istruzionale che vi servirà per conseguire il fine ultimo che è quello di insegnare a volare il meraviglioso F104 ma anche e soprattutto a formare piloti veri che sanno amare la macchina sulla quale dovranno volare ed il proprio lavoro. E’ importante che volando quotidianamemte con i frequentatori sappiate scoprire la personalità di chi vi sta seduto davanti affinché possiate agire sui tasti più idonei per portare a compimento il vostro compito in maniera ottimale. Non buttatevi subito in giudizi affrettati qualora un atteggiamento esteriore un po' " guascone " del frequentatore vi possa far pensare ad un pilotino che si crede Top Gun, ma cercate di basarvi solo su quello che vedrete sia a terra che in volo. Questa " ricerca psicologica " quindi si ottiene sia lavorando con i ragazzi che scambiandovi opinioni con i vostri colleghi istruttori per vedere se le impressioni ricevute sono condivise anche dagli altri al fine ultimo di crescere sia come istruttori che come uomini, imparando a conoscere e a conoscersi meglio per aiutare i ragazzi. Se posso permettermi, non usate mai verso i frequentatori un atteggiamento da superuomo( il solo fatto di essere IP sul 104 vi carica di un aurea di rispetto ) ma cercate di essere quasi al loro livello dimostrando da subito che voi siete lì non per mangiare nessuno ma per aiutare; ribadite sempre che la vostra porta è sempre aperta per chiarire dubbi/problemi/angosce che si possono presentare in ogni momento. Dimostratevi entusiasti del vostro lavoro e della macchina (ancorché vecchia e pericolosa!) e mai insofferenti verso quello che fate. Per esperienza l'utilizzo del "dialogo socratico", cioè il porre domande mirate al fine di far ragionare chi le riceve, è molto positivo per un reciproco accrescimento, vostro perché portare il frequentatore a capire da solo cosa deve fare vi darà quella soddisfazione che deve far parte del vostro essere bravi istruttori, e del frequentatore perché con i vostri consigli imparerà a considerare quegli aspetti del volo che solo la vostra esperienza ha potuto dargli e che lo faranno crescere nella giusta direzione.

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